Fabrizio Plessi

Biografia

Nasce il 3 aprile 1940 a Reggio Emilia.

Compie i suoi primi studi al Liceo Artistico e si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove di seguito sarà titolare della cattedra di pittura.

A partire dal 1968, inizia a focalizzare la sua ricerca artistica attorno al tema dell’acqua, installazioni, films, videotapes e performances.

Le sue opere vengono esposte per la prima volta al Padiglione Sperimentale della XXXV Biennale di Venezia nel 1970 e  nel 1972.

Nel 1973, in occasione della mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano, viene presentato il tema Acquabiografico, dove viene raccolta la maggior patre delle sue creazioni inerenti al tema dell’acqua.  Negli anni a seguire, Plessi inizia a dedicarsi ad azioni performative e a presentare le proprie opere in spazi pubblici come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, l’Internationaal Cultureel Centrum di Anversa (1975-1978-1980) e Le Palais des Beaux Arts di Bruxelles (1975- 1983).

Nel 1978 viene invitato alla Biennale di Venezia per la fotografia nella mostra speciale L’Immagine Provocata.

1980 partecipa al Festival del Cinema di Venezia con il film Liquid Movie vincendo il Premio Città di Milano. L’anno successivo viene invitato con Underwater, una produzione francese che vede per la prima volta un mezzo elettronico ammesso ad una manifestazione cinematografica.

La sua completa opera video viene presentata al Centre Pompidou Beaubourg di Parigi nel 1982, anno in cui la sua ricerca artistica comincia a virare sempre più verso la natura ambientale delle possibilità del video, incorporando strutture tridimensionali.

Nel 1984 partecipa alla XLI Biennale di Venezia con la videoinstallazione Water e   inaugura, una grande mostra antologica, il Musée d’Art Contemporain de Villeneuve d’Ascq (Lille).

L’anno seguente inaugura la sua prima grande antologica, definibile la prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia, presso la Rotonda della Besana di Milano.

Nel 1986, rappresenta l’Italia in occasione della 42ma Biennale di Venezia e crea per l’occasione una delle sue opere più significative: Bronx. La svolta definitiva per la conoscenza a livello internazionale ha luogo l’anno seguente con la presentazione della monumentale installazione “Roma”  Documenta VIII a Kassel.

Nel 1988 a Madrid, al Museo Español de Arte Contemporáneo, inaugura una grande retrospettiva di ben quattordici installazioni. Nello stesso anno a Prato, crea l’opera Roma II per l’inaugurazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

Nel 1989 è invitato alla mostra Videoskulptur retrospektiv und aktuell 1963-1989 al Kunstverein di Colonia con una nuova creazione “Materia Prima”.

Partecipa alla mostra Borealis al Lousiana Museum di Humlebaek in Danimarca e ad Artek, alla Biennale di Nagoya, in Giappone.

Nel 1990, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, la sua città natale, Reggio Emilia, gli dedica una grande antologica al museo, nel Foro Boario e nell’ampio spazio della Cavallerizza dove l’artista presenta per la prima volta i suoi Armadi.

Dal 1990 al 2000 Fabrizio Plessi è professore di Umanizzazione delle Tecnologie alla Kunsthochschule für Medien di Colonia.

Dopo un viaggio in India, nasce la videoinstallazione Bombay-Bombay per il Musum Ludwing di Colonia.

Nel 1993 presenta l’opera Cristalli Liquidi, commissionata ed esposta presso il Caffè Florian di Venezia in occasione della Biennale. Nello stesso anno, crea per il celebre concerto live di Luciano Pavarotti al Central Park di New York le scenografie elettroniche.  Viene inaugurata la sua monumentale videoinstallazione Liquid Time prodotta dalla Philips per la Fiera di Berlino.

1993 Plessi viene insignito della Medaglia Mirò dell’UNESCO a Parigi.

È nominato titolare della cattedra di Scenografie Elettroniche presso la Kunsthochschule für Medien di Colonia.

Nel 1995 crea le due videoinstallazioni Fuochi Fatui per la Fundaciò Pilar de Joan Mirò a Palma de Mallorca.

Nel 1998 espone al Guggenheim Museum Soho di New York e l’anno seguente crea per il nuovo edificio della Sony a Berlino una gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti, ufficialmente inaugurata solo nel giugno 2000.

Premiato alla 13° Quadriennale di Roma, lo stesso anno ad Hannover vince il prestigioso premio Kunstpreis der Nord che lo consacra miglior artista dell’anno in Germania.

Nel 2000 realizza in occasione dell’EXPO Universale di Hannover, per il Governo italiano, Mare Verticale. La struttura in acciaio alta 44 metri, contiene un gigantesco schermo a led luminosi che simula un’onda elettrica blu in costante movimento.

Nel 2001 partecipa all’8° Biennale del Cairo con Cairo-Cairo II dedicato al Nilo, formata da 80 anfore di argilla di produzione locale.

Nel giugno dello stesso anno, in occasione della Biennale di Venezia, la città gli dedica la mostra Waterfire al Museo Correr, un’importante rassegna delle sue opere più recenti basate sul tema dell’acqua e del fuoco, e la grandissima installazione in Piazza San Marco creata per l’occasione.

In ottobre il museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una personale con la sua famosa installazione Roma II.

2002 a giugno dello stesso anno, a Roma, le Scuderie Papali del Quirinale si aprono all’arte contemporanea con una sua vasta antologica dal titolo Plessi Paradiso Inferno che resta la più grande esposizione di opere storiche di Plessi mai presentate in Italia.

Inizia un’intensa collaborazione con Calvin Klein, creando per lui una serie di grandi installazioni in movimento a New York, Dallas e Parigi sul tema ricorrente dell’albero e del fuoco elettronico. Nel 2003 in occasione del Salone del Mobile a Milano, allestisce sotto la trecentesca Loggia dei Mercanti una nuova spettacolare e gigantesca installazione con dieci barche di fuoco capovolte che si muovono sulla testa dei visitatori stravolgendone ogni logica percezione.

Dalla collezione Peggy Guggenheim di Venezia riceve l’incarico di realizzare un’opera inedita per il nuovo ingresso. Studia allora Digital Fall.

La Germania gli rende omaggio con la grande retrospettiva dal titolo Traumwelt a Berlino al Martin Gropius Bau.

Dal 2008 inizia un’importante collaborazione con Louis Vuitton in occasione dell’apertura degli spazi di Canton Road ad Hong Kong. Per l’occasione l’artista crea una nuovissima borsa tecnologica dotata di un televisore ultrapiatto a batterie con immagini d’oro liquido in continuo movimento, creazione da considerarsi la prima borsa digitale costruita al mondo.

Nel 2009, durante la 53° Biennale di Venezia inaugura a Ca’ D’oro la mostra L’anima dell’acqua, occupando il patio del palazzo con una monumentale flotta di barche veneziane munite di acqua azzurra digitale, in attesa di partire verso l’ignoto.

Nel 2011 Mariverticali col supporto di Luis Vitton è esposta alla 54 Biennale di Venezia nel Padiglione Venezia. Plessi propone qui una nuova visione della sua flotta digitale che si sviluppa in maniera simbiotica all’interno della struttura a emiciclo del Padiglione Venezia.

Nel 2012 con la mostra Monumenta, nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, l’artista espone 9 installazioni digitali. 

Il 29 novembre 2013 viene inaugurato, in prossimità del luogo in cui sorgeva la dogana autostradale tra Italia e Austria, il Plessi Museum: una struttura architettonica innovativa, che ospita, al suo interno, una sede espositiva permanente dedicata all’arte di Fabrizio Plessi.

La Galleria Planetario ha realizzato quattro esposizioni personal di Fabrizio Plessii, nel 1983, 1986, 2001, 2007. Cinque libri e cataloghi, nove allestimenti a Fiere d’Arte a Bologna, Milano Verona e Toronto.

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