Giulio Turcato

Biografia

Mantova 16 marzo 1912 – Roma 22 gennaio 1995

Nel 1919 si trasferisce a Venezia, dove frequenta Ginnasio e scuola d’Arte e saltuariamente, la Scuola Libera del Nudo.   Realizza i primi dipinti e partecipa a una mostra collettiva nel 1932.

Nel 1934, durante il servizio militare a Palermo, avverte i primi sintomi di una malattia polmonare che segnerà la sua esistenza.

Lavora in studi di architetti, tra cui Muzio a Milano, dove si stabilisce nel 1937.

Nel 1943 si trasferisce a Roma, dove espone alla Galleria Lo Zodiaco, nello stesso anno espone alla Quadriennale di Roma.

Nel 1945, assieme con Prampolini, Fazzini, Jarema, Savelli, Mafai, Corpora, Consagra, Perilli, costituisce l’associazione Art Club e presenta sue opere alle Gallerie Il Pincio con la creazione di questa associazione internazionale indipendente iniziano gli anni dell’aggiornamento europeo. Viaggia a Parigi per conoscere le opere dei maestri dell’astrattismo come Kandinskj, e Magnelli.

Nel 1947 firma il manifesto del “Formalismo” con Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli e Sanfilippo. Partecipa alla mostra romana del Gruppo Forma e pubblica l’articolo, “crisi della pittura” sulla rivista “Forma 1”.

Nel 1947 espone alla Galleria La Spiga di Milano con la Nuova Secessione che poi cambia nome in Fronte Nuovo delle Arti (si scioglierà nel 1948).

1950 dopo la frattura del Fronte Nuovo delle arti, entra a far parte del Gruppo degli Otto sostenuto dal critico Lionello Venturi ed è premiato alla Biennale di Venezia con l’opera “Miniera”, parteciperà poi alle altre edizioni della Biennale 1952, 1956, 1958, 1966, 1968, 1972 e a quella del 1984 allestirà la rappresentazione con ”Moduli in viola ,omaggio a Kandinskj” regista la moglie Vania Caruso.

Nel 1954 vince il premio Marzotto a Valdagno.

Nel 1960 fa parte del Gruppo Continuità con Novelli, Perilli, Dorazio, Consagra, Bemporad, Giò e Arnaldo Pomodoro.

1963 vince il premio del Fiorino a Firenze.

1973 la prima grande antologica al XVI Festival dei due mondi a Spoleto.

Numerose sono le mostre all’estero tra cui Documenta a Kassel, la Biennale di San Paolo. I musei, il MoMa di New York, al Pac di Milano, alla Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco, al Musée de l’Athenée di Ginevra, al Philadelphia Museum of Arti.

La Galleria Planetario espone Giulio Turcato con il critico Italo Mussa nel 1981 e successivamente nel 2001

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